Rifare il seno, e se il medico sbaglia?

Modificare il proprio corpo delle volte è una necessità. Quando si vive male una condizione estetica, sovente si fa ricorso al chirurgo estetico affinché questo migliori le nostre condizioni riportandoci quindi a una situazione accettabile anche in mezzo alla gente. Ci sono diversi motivi per cui si ricorre all’intervento estetico, delle volte per una semplice correzione, delle altre perché, per esempio, ci si vuole rifare un seno tropo piccolo o troppo grande che non riteniamo essere in armonia con il resto del nostro corpo. Qualsiasi sia la necessità, è fondamentale rivolgersi a un professionista, e anche in questi casi si può incorrere, purtroppo, nell’errore medico, e di questo vogliamo parlare.

Il medico può sbagliare

Parlare di errore medico e di risarcimenti danni non è piacevole, soprattutto per chi ha vissuto questa condizione, ma purtroppo è una possibilità che esiste, sebbene sia una percentuale decisamente più bassa rispetto ai casi di successi, tuttavia è bene conoscerne le condizioni e le modalità per poterla affrontare al meglio se dovesse capitare.

Ma quando si può davvero parlare di errore medico? Lo si può fare quando si riesca a dimostrare che i danni riportati siano direttamente e inconfutabilmente ascrivibili a negligenza o errore, ma anche per carenze strutturali dell’ospedale pubblico o privato. Questo non deve portare a pensare che allora non ci sarà mai un risarcimento perché tanto “hanno sempre ragione loro”. Arrivare alla vittoria e a un indennizzo, è vero, non è facilissimo, ma molto più facile rispetto a qualche anno fa.

Oggi ci si può avvalere di consulenze professionali che aiutano a districarsi tra i meandri della burocrazia legale e che riescono a far ottenere un risarcimento congruo.

Rifare il seno è rischioso?

Certo che lo è, come qualsiasi altro intervento. Anche nel caso di un intervento sia additivo che riduttivo del seno vi possono essere possibilità di rischio. Più rischi però li comporta la mastoplastica riduttiva. Questo intervento consente di ridurre il volume di un seno eccessivamente grande rispetto alla corporatura del soggetto, ma permette anche di correggere un’eventuale assimmetria mammaria (i seni non sono mai identici, possono differire di pochi cm e nella forma, ma delle volte la differenza è molto marcata).

Un bravo chirurgo effettua sempre una visita medica prima e deve illustrare perfettamente alla paziente tutte le possibilità, come per esempio che la forma del seno cambi e che si può incorrere anche in problemi seri come di coagulazione e di cicatrizzazione dei tessuti. L’intervento richiede un’anestesia generale, quindi vanno fatti tutti i controlli esattamente come per qualsiasi intervento chirurgico che la richieda. Il decorso dura circa 3 settimane per una completa ripresa di tutte le attività.

E se voglio aumentare il volume?

Anche nel caso di una mastoplastica additiva si deve prestare molta attenzione, soprattutto per quanto riguarda la scelta del medico. Oggi come oggi si tratta di un intervento molto frequente, assieme a quelli di liposcultura è tra i più richiesti, tuttavia non è scevro da rischi. Il medico deve, come per l’intervento di mastoplastica riduttiva, visitare la paziente e illustrare tutte le possibilità, come appunto quella che il seno possa cambiare forma rispetto a come si presenta prima dell’intervento.

Bisogna poi accertarsi che le protesi in silicone che verranno impiantate siano davvero di qualità e che vadano a dare un aspetto quanto più naturale possibile. I rischi legati alle protesi sono diversi, per questo motivo bisognerebbe evitare interventi a basso costo, al 90% si tratta di medici poco seri che impiantano protesi di bassa qualità. Meglio spendere di più e avere la certezza di essersi affidati a un professionista serio e con esperienza.